
Stretto forte nelle mani di un bambino...
Un sasso, una conchiglia, un soldatino.
Come fossero tesori li salva in una tasca,
si addormenta la sera, li porta stretti al mattino.
Come un calco nella mano sudata, lì restano.
Se gli domandi cosa siano
i suoi occhi ti mostrano un gigante,
una pepita d'oro, un diamante.
Potresti barattarli
per una scorza di cocco,
per una scheggia di vetro consunta dalla sabbia.
Per una maiolica tra le macerie.
Ma soltanto se i tuoi occhi
hanno color smeraldo,
traspaiono come l'ambra fantasiosa,
lo spirito dell'ametista.
Forse farebbe a cambio
se sapesse che i tuoi occhi
vedono la luna in una pozza,
pesci enormi in uno stagno,
Un mostro verde con la lingua biforcuta
illuminato dal sole, sulla mura.
Cosi io lo tengo stretto
che qualcuno non s'accorga
essersi staccato dalla divisa d'un re.
Cosi lo tengo stretto,
come una chiave che sappia aprirmi
le porte a un sogno
prima che venga mattina e torni,
con i suoi quattro buchi soltanto...
Un semplice bottone.
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