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31 gen 2011

Sogno





                                           In veste d'angelo,
cotone sui seni,
bianche calze ai piedi.

Cantavi senza guardarmi, seduto.
Cantavi e in preghiera
ho sfiorato il tuo piede leggero;
immutato desiderio di baciarlo.


Danzavi l'amore mai avuto,
cantavi le pene della solitudine.
Senza guardarmi...oltre...
Oltre la mia preghiera.


Dolcemente annegavi
nel mare del sogno.
Sveglio ho scritto di te...


Innamorato ancora.


...Come piacerebbe a te



24 gen 2011

Quello che stiamo cercando




Quando l'odore di un uomo ci attraversa
penetra nel ricordo.
Nel ricordo trova vuoti tra le viscere,
spazi dimenticati, inconsapevoli.

Non è mai quello che stiamo cercando.
Risponde a domande che non avevamo posto,
ci informa di un noi sconosciuto,
ci accoglie in luoghi che non avevamo immaginato.

Non è mai quello che stiamo cercando.
Non si accorda con le scelte che abbiamo già fatto,
non con quelle che sapevamo sarebbero venute,
non intende chiarire.

Quando l'odore di un uomo ci attraversa,
non ha bisogno di discutere,
ha nuove ragioni che non sono quelle
che credevamo le nostre.

Quando l'odore di un uomo si accorda con il nostro
ha parole che non somigliano
a quelle che avremmo usato,
a quelle che era solito usare.

Non è mai quello che stiamo cercando.
Quando rincorriamo un amore
il fiato ci toglie le parole,
il cuore agitato reprime ogni ragione.

Quando rincorriamo un amore il protagonista
è un libro segreto, scritto in un tempo lontano.
Non ci è dato di leggerlo, non ci è dato di capire.

Non è mai quello che stiamo cercando.




15 mag 2008

Due primavere

Foto "io" Marzo 2007

Due primavere,
piccoli frutti.

Cresce e irrobustisce le braccia,
stringe più forte ad ogni stagione la terra.

Non mai interrotta la sua misura,
cerchio dopo cerchio si ingrossa e già ne conta due

dacchè il seme lasciato da un'ape la veste di verde,
poi di cadido bianco la mostra puro fiore.

Due primavere,
piccoli frutti.

Mai un solo un giorno ha dimenticato quel bianco
che s'è sentita dentro, pronta a farne un frutto.

Cosi torna, paziente, aspetta il tepore
mentre nell' inverno si prepara.

Del freddo bianco della neve copia solo il colore;
Bianco biancospino per lasciarsi amare.

10 mag 2008

Rain me

Non ha un nome, non ha una casa.
Non porta con sé le chiavi; non tornerà.


Non sa aspettare.

Sa che non succederà quello che aspetta.


Non tiene con sé una moneta per il parcheggio;

lascerà ogni mezzo dall'altro lato della città.


Non chiede permesso una nuvola carica di pioggia;

ricopre di lacrime e di gioia un raccolto. Muore.

Da la sua vita in un ciclo

che ogni volta la porta più in alto.


Da la sua vita, scossa da un temporale, serena.

Partecipa e cresce.


Disse che...

Amava la pioggia.


30 apr 2008

Acqua di Lago



Può un lago contenere in sè

creature di varia specie.
Comprenderle, in acque cristalline
crescerle, avendone cura,
ad una ad una secondo loro natura.

L'una può talvolta
mostrarsi preda dell'altra, o cacciatrice.
In quelle acque mostruose leggende di demoni
e di fanciulle che innamorarono principi
rimirarle nel lavarsi i neri capelli.

Può un lago illuminare dello stesso sole,
prima l'una poi l'altra riva,
dare all'una e all'altra la stessa pace
al nascondersi della luce,
rispettosa, dietro le cime.

Ma anch'esso conosce la legge divina
che vuole sia una soltanto,
delle creature riflesse,
prediletta e per destino,
tramutarsi in acqua.

Che dirsi non si possa che le abbia contenute tutte.
Vite del profondo, o della superficie, verdeggianti o misteriose.
Ma sopratutto una che nemmeno distingue
credendola già acqua nell'acqua,
tanto gli si è votato, tanto gli sembra parte sua:

La sua sposa.


27 apr 2008

Marina




Sale marea, dolcemente attesa,

seguendo il ciclo della luna.
Sale la voglia di essere donna.

Travolge ogni fermo residuo del giorno,
ogni restia radice che sia nata troppo vicina alla riva.
Bagna ogni cosa, del suo salato desiderio.

Torna serena e immobile, poi un lungo tempo...
Dimenticando ogni escursione che la luna gli impone,
credendosi libera di giacere turbolenta entro l'onda.

Ma come la mano porta alla bocca il cibo
il riflusso ritrova la foce di un fiume e si sposa,
ritrova il suo sapore su ogni riva,
su ogni palafitta il segno del suo limo.

Si mescolano il sale e le sue creature
con altre creature dolci che sanno attendere,
che sanno misurare la ciclica lacrima lunare.

Ad ogni visita coraggiosa del mare una goccia,
salsedine e sale, resta su ogni cosa.
Ogni cosa tiene in bocca il suo sapore.

Ogni volta mi lascia il tuo sapore.


Ed è solo te che aspetto.

24 apr 2008

Fiamma


Fede.


Come una fiamma si deforma,

s'allunga, si stacca...

Cosi viva e delicata, incanta il suo ardere.


Eppure una parola,

la rabbia d'un istante,

sanno spegnerla.

Io ti amo.


Poi quel forse...
con una lacrima la spegne.


22 apr 2008

Stretto forte





Stretto forte nelle mani di un bambino...
Un sasso, una conchiglia, un soldatino.
Come fossero tesori li salva in una tasca,
si addormenta la sera, li porta stretti al mattino.
Come un calco nella mano sudata, lì restano.
Se gli domandi cosa siano
i suoi occhi ti mostrano un gigante,
una pepita d'oro, un diamante.

Potresti barattarli
per una scorza di cocco,
per una scheggia di vetro consunta dalla sabbia.
Per una maiolica tra le macerie.
Ma soltanto se i tuoi occhi
hanno color smeraldo,
traspaiono come l'ambra fantasiosa,
lo spirito dell'ametista.

Forse farebbe a cambio
se sapesse che i tuoi occhi
vedono la luna in una pozza,
pesci enormi in uno stagno,
Un mostro verde con la lingua biforcuta
illuminato dal sole, sulla mura.

Cosi io lo tengo stretto
che qualcuno non s'accorga
essersi staccato dalla divisa d'un re.
Cosi lo tengo stretto,
come una chiave che sappia aprirmi
le porte a un sogno

prima che venga mattina e torni,
con i suoi quattro buchi soltanto...
Un semplice bottone.



21 apr 2008

L'assenza



Null'altro mi rende sazio...

Le parole, la vista d'un corpo,
un concesso piacere...
Non possono nulla.
A nulla servono per addolcire l'ansia,
per attutire il tonfo
che il desiderio imprime all'attesa.

Cosi fino all'istante in cui...
Nulla succede mentre tutto appare.
Nessuno grida mentre tutto si agita.

Null'altro mi rende sazio come l'attesa.
Null'altro come il non averti...

Mi possiede.



15 apr 2008

Narciso



Cercando, nella soggiunta solitudine,
ritrovai me stesso.

M'apparve seco l'ardire d'essere ancora uomo come fui,
prima di trovare la fine di una vita passata

a cercare nella donna che amavo, ogni speranza.
Lì mi ritrovai a sperare ancora, riflesso in un nuovo me.

Forse perché ferma, trasparente,
d'un fondo smeraldo,

mi sapeva mostrare attraverso se stessa,
un nuovo riflesso di me.

Sebbene vi sia una vita tra l'alga verde,
le rosse terre limose teatro di piccoli insettiformi ricordi,

era la sua trasparenza, la sera,
fermo anche l'ultimo sospiro di vento,

che mi seppe mostrare,
attraversandone la voce fluida, la bellezza…

Non la sua, adamantina proprietà d'acqua,
ma insolitamente la mia.

Contemplava il suo silenzio, il mio sguardo.
Contemplava, il suo silenzio, il carpire i suoi particolari;

una conchiglia, ricordo della vita d'una lumaca.
Poi la bufera che il giorno prima scoprì un suo segreto.

Persino mi parve di scorgere il suo profumo d'erba
attraverso le parole, azzurrine e ricurve per l'emozione.

Fu lì che attraverso lei scoprii me.
E fu lì, nel suo silenzio, che gemendo, perdetti me stesso.

Perché come un olio io finii disteso sul velo delicato
che le copriva il viso. Un onta dispersa sull'acqua.

Perché la bellezza non è d'uno o dell'altro
ma è la vita che scorre fra le foglie logore d'un lago.

Nel riflesso iridescente del cielo
ricongiunto all'acqua.

Cosi mi dissolsi, cielo,
fattosi piccolo fra un grosso legno e la riva.

E lì scoprii essere bello non meno di lei
perché lei era me, ed io ero lei.


La riconoscenza è in me
per la consapevolezza ritrovata in te.
Grazie sta piuttosto in una parola semplice: Gioia.

Spirale

Spirale. La notte silenziosa spreme della carne l'aspro sconosciuto liquido del piacere. Sa, nel muto ritmo del cuore, caricare l...