19 apr 2008

Mal'aria


Da "MAL'ARIA" di Eraldo Baldini.

"..La guardò allontanarsi. Avrebbe voluto stringerla a se, baciarla. Lì, in mezzo alla strada. Ogni giorno, ogni ora che passava, l'attrazione che provava per lei, il desiderio irresistibile di sentirsela fra le braccia parevano aumentare. Ormai, l'immagine di Anna non era che un doloroso disturbo. Com'era potuto accadere, in nome di Dio? E soprattutto cosa sarebbe successo ora? Si chiese se Anna l'avesse mai amata davvero; le aveva voluto bene e gliene voleva ancora, ma l'amore o perlomeno la passione, ora se ne rendeva conto, erano un'altra cosa. L'aveva conosciuta all'università, poi lei aveva abbandonato senza laurearsi, ma avevano continuato a vedersi. Stavano bene insieme. Il loro rapporto si era rivelato tranquillo, appagante. Si piacevano e si facevano compagnia. Per entrambi era la prima relazine vera e duratura; dopo tre anni, quando lui, finiti gli studi, aveva trovato un buon lavoro al Ministero, era sembrato naturale decidere di sposarsi. E non l'aveva mai rimpianto; anche il matrimonio era stato sereno, una cosa che, aveva pensato, non sarebbe finita
mai, non avrebbe potuto immaginare una vita diversa da quella. Solo con Elsa aveva capito che esistono bufere capaci di spazzarti via da dentro tutto quello che prima sembrava importante, sicuro, inamovibile. Solo con lei aveva capito che una donna può riempirti completamente i sensi e i pensieri. La conosceva da pochi giorni, anzi quasi non la conosceva affatto, ma era pronto a mettere in gioco tutto, il suo matrimonio, la sua cariera, la sua vita per lei. Cristo, era possibile? Stava veramente capitando a lui, tutto questo?... "


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