Baciato sul cuore,
non hai scelta.
Amare...
O rinunciare...
E' tutto quello che puoi.
non hai scelta.
Amare...
O rinunciare...
E' tutto quello che puoi.
Due primavere,
piccoli frutti.
Cresce e irrobustisce le braccia,
stringe più forte ad ogni stagione la terra.
Non mai interrotta la sua misura,
cerchio dopo cerchio si ingrossa e già ne conta due
dacchè il seme lasciato da un'ape la veste di verde,
poi di cadido bianco la mostra puro fiore.
Due primavere,
piccoli frutti.
Mai un solo un giorno ha dimenticato quel bianco
che s'è sentita dentro, pronta a farne un frutto.
Cosi torna, paziente, aspetta il tepore
mentre nell' inverno si prepara.
Del freddo bianco della neve copia solo il colore;
Bianco biancospino per lasciarsi amare.
Pozzo nero
nessuno ti crede.
Pozzo nero
nessuno lo vede.
Pozzo nero
solo una voce,
solo una fiaba,
solo una luce.
Pozzo nero ti amo
ma tu non mi senti.
Pozzo nero
io ti vedo
ma tu non ascolti.
Se solo vedessi
quant'è buio il tuo cuore
qui giù
nel pozzo.
Se solo sapessi
quanta luce ho veduto
sapendoti con me,
giù nel pozzo.
Sono sola
mentre ti sento:
Solo, mentre...
Ti chiudi senza un lamento.
Solo e distante ed io
in una lacrima affogo.
Ad una amica, caduta di sotto.
Sfuggire alla propria verità...
è come morire prematuramente, senza un passato.
Il libro è finito.
Come intuito dalle prime pagine è il dolore il tema;
il dolore di vivere la propria natura, di portare a compimento
la propria disgrazia.
Non ha un nome, non ha una casa.
Non porta con sé le chiavi; non tornerà.
Non sa aspettare.
Sa che non succederà quello che aspetta.
Non tiene con sé una moneta per il parcheggio;
lascerà ogni mezzo dall'altro lato della città.
Non chiede permesso una nuvola carica di pioggia;
ricopre di lacrime e di gioia un raccolto. Muore.
Da la sua vita in un ciclo
che ogni volta la porta più in alto.
Da la sua vita, scossa da un temporale, serena.
Partecipa e cresce.
Disse che...
Amava la pioggia.
Tutte le parole di tutti i libri,
tutti i pensieri d'un vecchio e d'un bambino,
tutte le volontà degli uomini e degli Dei.
Tutto questo vorrei essere per te...
Mentre piango ciò che non ho saputo cercare.
Mentre ho trovato quanto non sapevo volere.
Tutto questo
vorrei di me.
Spirale.
La notte silenziosa spreme, della carne,
l'aspro sconosciuto liquido del piacere.
Sa, nel muto ritmo del cuore, armare l'ordigno
del più recondito sogno di vita.
Siano disposte le più succulente vivande,
le musiche piu ridondanti scuotano il vomito,
liberino le viscere d'ogni resistenza si opponga
allo svolgere del palmo di mano che afferra e trae a se
il pomo del peccato!
Dapprima titubante, incerto sull'immolarsi del pubblico
si mostra velato di vergogna, come un uccello a piccoli balzi dal cibo.
Solo al richiamo eccitato della numerosa schiera, si lancia libero,
trionfante si misura con il fiato corto del debuttante sfrontato,
che prima nascosto tra i rovi, ora anticipa austero, l'urlo di vittoria.
Esanimi
la paura, l'inibita sede della ragione apre le porte,
vento tiepido e odoroso lascia la sua polvere su ogni cosa.
Un coro d'angeli propone dalla tribuna dei propositi una nuova vita forse,
o soltanto l'umile gioia d'una vittoria che coronata di spine,
guadagnata e sofferta, pronuncia il suo nome:
Libertà.
Tenue, dolcissima, santa e fievole, la voce,
viene a me.
Per la prima volta.
Spirale. La notte silenziosa spreme della carne l'aspro sconosciuto liquido del piacere. Sa, nel muto ritmo del cuore, caricare l...