"..e la guardai, e la guardai e seppi con chiarezza, come so di dover morire, che l'amavo più di qualunque cosa avessi sperato in un altro mondo. Di lei restava soltanto il fievole odor di viole, l'eco di foglia morta della ninfetta sulla quale mi ero rotolato un tempo con grida cosi forti; un eco sull'orlo di un precipizio fulvo, con un bosco lontano sotto il cielo bianco, e foglie marrone che soffocavano il ruscello, e un solo ultimo grillo fra le erbacce secche.."
(Da Lolita di V. Nabokov)
Sfuggire alla propria verità...
è come morire prematuramente, senza un passato.
Il libro è finito.
Come intuito dalle prime pagine è il dolore il tema;
il dolore di vivere la propria natura, di portare a compimento
la propria disgrazia.
Nessun commento:
Posta un commento